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L’ Erickson S-64 Air Crane è un elicottero biturbina pesante specificatamente progettato per il lavoro aereo e la lotta antincendio. È stato sviluppato dalla società statunitense Erickson Air Crane Inc. sulla base del modello originale Sikorsky S-64 Skycrane, prodotto tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 per soddisfare le esigenze di trasporto di carichi pesanti e voluminosi, in ambito civile e militare.
Nel 1992 la Erickson Inc. ha acquistato i “type certificates” dell’elicottero, ovvero i diritti esclusivi di produzione, di modifica ingegneristica, di manutenzione e di commercializzazione del velivolo. L’azienda, sfruttando la presenza di surplus militari, offre due versioni del velivolo, la S-64E e la S-64F, rispettivamente basate sulle originarie versioni militari prodotte dalla Sikorsky, i CH-54A e CH-54B “Tahre” Le due versioni si differenziano essenzialmente per la tipologia dell’impianto propulsore e per la presenza del carrello principale a doppia ruota (nella versione F).
A partire dal 1993, per l’utilizzo in ambito antincendio, la Erickson ha sviluppato un sistema modulare applicabile alla struttura aperta dell’S-64, costituito da un serbatoio capace di contenere 10.030 litri di liquido, al quale sono collegati due tipi di condotti immergibili per l’aspirazione dell’acqua (snorkel). Il primo, detto “Pond Snorkel” è sostanzialmente un grosso tubo flessibile collegato al serbatoio, utilizzabile per caricare acqua dolce da piccoli bacini, corsi d’acqua, o piscine. Il liquido viene captato mediante una pompa situata all’estremità immersa. Il secondo, detto “Sea Snorkel” è un condotto rigido retrattile, dotato all’estremità di alette deportanti (hydrofoil) che lo mantengono immerso durante il movimento dell’elicottero (scooping) a pelo d’acqua. In questo caso, il riempimento avviene per la pressione esercitata dal liquido durante il movimento dell’elicottero (da 65 a 85 km/h).
In Italia, a partire da fine millennio, sono state utilizzate entrambe le versioni civili, inizialmente su contratto d’impiego per conto del Dipartimento della Protezione Civile (PROCIV).
Stante le buone prestazioni evidenziate, soprattutto in termini di capacità di carico e della possibilità di operare anche a quote elevate in ambiente montano, si è deciso di acquisire in proprietà alcuni esemplari. A partire dal 2005, vennero ordinati e consegnati quattro esemplari di S-64F per equipaggiare la componente di volo del Corpo Forestale dello Stato (CFS). Il secondo esemplare, marche N236AC (I-CFAH / CFS-101 n.c. 64-089) andò però perduto in un incidente avvenuto in atterraggio a Roma-Fiumicino nel corso di un test pre-consegna. Nel registro aeronautico italiano, le marche I-CFAH sono poi state assegnate all’ S-64F n.c. 64-080 ex N174AC.
Un ulteriore S-64F, lo I-CFAG n.c. 64-088 (ex CFS-100), è andato distrutto il 22 luglio 2024 sull’aeroporto di Reggio Calabria, anch’esso in fase d’atterraggio, senza provocare vittime tra l’equipaggio.
A partire dal 1° gennaio 2017, in seguito alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato (cd Riforma Madia del 2015 - Governo Renzi) avvenuta ufficialmente il 31 dicembre 2016, i mezzi aerei antincendio del Corpo sono stati trasferiti in carico al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (CNVF); pertanto, i quattro S-64F all’epoca in servizio vennero inseriti nell’organico del Reparto Volo Nazionale il cui utilizzo è distribuito in caso di necessità sull’intero territorio nazionale. Questi velivoli hanno mantenuto la livrea verde/bianca del CFS sino alla revisione maggiore, che sempre avviene presso gli stabilimenti Erickson in Oregon.
Nel 2020 e nel 2021 sono stati consegnati due ulteriori S-64F, con marche I-CFAM e I-CFAN, direttamente al CNVF nella tradizionale livrea rossa e bianca.
Gli S-64F italiani volano attualmente con equipaggi misti; in particolare, i piloti appartenenti al CNVF operano dalle basi di Napoli e di Reggio Calabria. Le restanti basi sono invece coperte dal personale appartenente alla European Air Crane Spa.
Operativamente, l’attività degli S-64F Air Crane viene coordinata a livello nazionale, insieme a tutti gli altri mezzi aerei, dal Centro Operativo Aereo Unificato della Protezione Civile. Il COAU, che ha sede a Roma-Ciampino, gestisce le segnalazioni di emergenza emesse dalle regioni e dirama gli ordini di intervento.
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